Interview with Valentina D'Avino
Founder @ VD Italy

Appena festeggiato il suo secondo compleanno, VD Italy, è l'e-commerce di gioielli e accessori beauty realizzati a mano dalla designer e founder Valentina D'Avino. "Se puoi sognarlo puoi farlo" è il motto della fondatrice, che ha cominciato da autodidatta ad appassionarsi alle tecniche e ai materiali per la creazione di gioielli sartoriali personalizzati. Oggi grazie ai canali social ha attirato una community di donne (e di fidanzati!) che include alcune della più famose influencer e fashion blogger. Fondata a Londra e poi trapiantata in Italia, la startup di Valentina, è passata da un meccanismo di passaparola ad un effetto boomerang di ritorni di vendita e di acquisizione di nuovi clienti, a testimonianza che la cura del dettaglio può davvero fare la differenza. Guarda la nostra esclusiva sessione di Q&A con Valentina:
Come scegli le influencers per le sponsorizzazioni?
La scelta delle web influencers è una cosa a metà tra lo scientifico e l'emotivo. All'inizio qualunque brand è alla ricerca di visibilità, per cui non conta tanto se l'influencer è coerente con i valori del tuo brand o quanto sia seguita: l'importante è la diffusione del brand. Le competenze sull'influencer marketing sono ancora poco codificate e data la dinamicità del mercato è molto difficile avere una risposta veritiera, per cui l'esperienza gioca un ruolo chiave. Al momento la ricerca delle influencer è ancora basata sui personaggi che rappresentano l'identità del brand, senza mancare di una componente pragmatica e razionale, perché va considerato il costo delle influencer, specialmente se hanno un certo budget. Come le altre attività promozionali di marketing ci deve essere un criterio soggettivo e qualitativo, e uno oggettivo, come un discreto numero di followers reali. Il personaggio deve essere in grado di mettere in luce le caratteristiche positive del brand e di fare la differenza nel proporlo sul mercato e alle sue followers.
Quanto il successo della tua startup dipende design e quanto dal marketing?
Finora i risultati raggiunti sono dovuti al giusto mix di entrambi. Molto spesso i gioielli che produco sono espressione di ciò che ho dentro, della creatività e il design nasce dall’unione tra le mie idee e le esigenze delle mie clienti: il processo creativo è condiviso. Per marketing, invece, non intendo la promozione dei prodotti ma il racconto della storia e dell’anima del mio brand, quello che all’università chiamavamo il brand mantra: tutto ciò che c’è dietro al prodotto e soprattutto la creazione di una community. VD Italy non cerca di vendere di più ma cerca (di associare n.d.r.) l’accessorio giusto alla persona giusta…
I gioielli sono realizzati a mano? Che materiali usi?
I materiali utilizzati per la realizzazione dei gioielli sono molto variegati: si passa dal cotone lurex, che è una sorta di treccia chiamata anche spiga russa, ad altri materiali utilizzati per impreziosire i gioielli come cristalli o Swarovski in caso di linee più esclusive. Utilizzo anche delle pietre dure come l'ambra e il quarzo. Il metallo principalmente utilizzato è l'ottone, reso nichel free tramite un bagno in palladio. Buona parte dei gioielli è realizzata da me in prima persona, ma essendosi alzate le vendite in questo periodo, è in corso la formazione di un paio di collaboratrici che mi supporteranno nella creazione di alcune parti dei prodotti. Per quanto riguarda la realizzazione delle parti metalliche saldate, faccio affidamento ad esperti del settore delle saldature e del bagno galvanico, che rende i gioielli nichel free.
Qual è il tuo obiettivo per VD nel 2018?
L'obiettivo del 2018 per VD Italy si articolerà anche negli anni che verranno ed è la ricerca per una maggiore internazionalizzazione. Al momento la piattaforma di e-commerce è fruibile e accessibile worldwide, ma è molto più "a misura" per l'Italia: ci sono molte più promozioni dedicate e la comunicazione sui social media è prevalentemente italiana. Desidero rendere internazionale il brand perché il made in Italy ha un valore molto elevato all'estero, probabilmente più che in Italia! Credo, quindi, che ci sia del potenziale inesplorato da approfondire.
Vendi principalmente orecchini e gioielli, hai intenzione di diversificare i prodotti nel futuro?
Finora le mie proposte di gamma dei prodotto sono sempre state trainate dalle richieste delle clienti, all'inizio erano orecchini, che nascono da una mia passione particolare e secondo me danno una luce importante al viso più degli altri accessori, che si collocano secondariamente. Ho fatto diverse prove con turbanti, collane, bracciali, anelli e persino pochette. Al momento ci sono delle categorie molto più trainanti di altre, ma l'obiettivo non è quello di diventare un e-commerce generalista o cominciare a vedere T-shirt, stivali o portachiavi! Preferisco mantenere un'identità forte e non seguire tanto i trend modaioli del momento, rimanendo sullo "slow fashion" e su qualcuno che si identifichi fino in fondo con i miei prodotti e che non ricerchi nel mio e-commerce prodotti che non sono allineati con l'essenza del brand.
VD Italy è un e-commerce di gioielli, ma anche un canale dove condividi i tuoi pensieri e le tue passioni. Com’è nato?
Credo che VD Italy esistesse nella mia mente già da molto tempo prima di quando effettivamente è nato. (…) Svolgendo diversi lavori “normali” sentivo la mancava di uno sfogo alla mia creatività così ho cominciato per gioco a creare gioielli nelle pause, la sera e la notte, ma anche a raccontare la mia storia. La personalizzazione come un’attenzione in più rispetto ad un normale e-commerce di gioielli, ha permesso che VD da una passione diventasse un vero e proprio lavoro e sempre più persone hanno cominciato ad affezionarsi alla storia e a ciò che c’era dietro.
Se da un lato la formazione manageriale ti ha agevolata, dall’altro che cosa non si impara sui banchi di scuola ma ti insegna l’esperienza?
Ci sono tantissime designer e creatrici probabilmente anche più valide di me ma che non riescono ad indirizzare nella maniera giusta le loro energie. Sicuramente un background economico e manageriale aiuta tantissimo così come aiutano tanto le esperienze in società molto strutturale come l’esperienza che ho avuto in L’Oréal. Al di là di ciò che si impara sui libri, molto spesso l’università rimane un mondo a parte rispetto al mondo del lavoro: c’è un gap tra ciò che si apprende sui libri e sulla realtà molto più operativa e in secondo luogo c’è una serie di soft skills che si sviluppano con l’esperienza